Taccuino di Gubi

Giu 18

Il giornalismo c’era, forse chi mancava eri tu.

Oggi l’Espresso parla del corteo “Meno male che Grillo c’e’” e un tizio non risponde nel merito delle osservazioni sulle “linee guida per i manifestanti” ma commenta cosi’: “Peccato, se voi giornalisti negli ultimi 20 anni aveste fatto le pulci ai nostri partiti tradizionali, come oggi le fate al m5s, ora vivremo in un’Italia migliore”.

Se potessi guardare in faccia questa persona, gli direi cosi’: caro lettore/cittadino/utente, il problema e’ che negli ultimi 20 anni io denunciavo Finmeccanica su “Altreconomia” mentre tu ti sorbivi la pubblicita’ Finmeccanica su tutti i quotidiani nazionali, io scrivevo saggi su guerre, ingiustizie, repressione e movimenti per piccoli editori semisconosciuti mentre tu leggevi i “Miti Mondadori” e mandavi in cima alle classifiche i libri di barzellette, io denunciavo le bombe sui ceceni mentre tu li chiamavi “terroristi”, io dicevo che i noglobal avevano ragione a puntare il dito contro la finanza predatoria, mentre tu li chiamavi tutti “black bloc”, in breve io facevo controinformazione di nicchia mentre tu dedicavi tempo e soldi all’informazione di massa, dove alla fine e’ approdata anche molta gente in gamba per sbarcare il lunario, visto che i tuoi abbonamenti e i tuoi acquisti non sono stati sufficienti.

E adesso dimmi, caro lettore/cittadino/utente pentastellato, il problema siamo solo noi che scriviamo o anche voi che finora avete letto, acquistato e ragionato premiando il conformismo e l’omologazione? (Cosa che peraltro fate anche adesso abbeverandovi da una sola fonte ritenuta onniscente e infallibile anziche’ sostenere la biodiversita’ culturale e le piccole iniziative editoriali di grande valore, che oggi fanno ancora piu’ fatica di ieri e tra vent’anni troveranno un pubblico di ignoranti resi tali dal web di massa anziche’ dalla TV di massa, pronti a dire che non c’e’ mai stato giornalismo vero quando in realta’ c’e’ stato ma sono loro a non averlo letto perche’ avevano la testa altrove.

Il giornalismo tra realtà e aspettative.

Agli amici pentastellati che proiettano sulla stampa commerciale le loro aspettative, e se la prendono con i giornalisti quando scoprono che la realtà è leggermente diversa da quell”oracolo di verità a sostegno delle battaglie dei buoni” che esiste solo nelle loro fantasie, vorrei dire che l’editoria delle aziende presenti in edicola o in TV non ha un ruolo educativo o pedagogico, nè tantomeno il ruolo di punire i cattivi. Quelle possono essere legittime aspirazioni del giornalismo, ma alla fine è sempre l’editore che comanda, e l’editoria è un settore commerciale orientato al profitto. Se c’è mercato per una rivista dove si sostiene che gli asini volano verrà stampata senza troppi scrupoli. Il giornalismo venduto come prodotto dalle aziende editoriali non é la scuola dove un paese colma le sue lacune, semmai lo specchio fedele della sua ignoranza, dove in base alle leggi della domanda e dell’offerta ad un pubblico ignorante corrisponde una stampa scadente.

Giu 16

L’enciclopedia libera per chi legge, autoritaria per chi scrive

Cosa ho imparato oggi: Per la condivisione della conoscenza su Wikipedia Italia vigono regole non scritte piu’ restrittive di quelle previste dallo stato italiano in materia di diritto d’autore, regole che assegnano agli admin il potere discrezionale e arbitrario di decidere quel che gli pare, perfino che non sono ammesse (nemmeno a scopo di discussione e di analisi dell’enciclopedicita’ di una voce) le citazioni di tre paragrafi di testo da un libro, che invece sono pienamente legittime e consentite dalla legge italiana sul copyright. E’ forte l’impressione che su Wikipedia le regole ci siano solo sul piano formale, e che sul piano sostanziale chi comanda come admin ha sempre ragione, e chi non comanda, pur avendo attuato un comportamento pienamente legittimo, avra’ sempre torto se c’e’ almeno un admin deciso a dargli torto a prescindere. Se a questo aggiungiamo che Se aggiungiamo che gli admin non sono tenuti a indicare quale regola avresti violato, e non e’ chiaro in che modo ci si possa appellare contro le sanzioni e le decisioni discrezionali di questi admin, ne consegue che Wikipedia Italia e’ una “Enciclopedia Libera” solo quando si legge, ma quando si scrive puo’ trasformarsi in un ambiente autoritario se si ha la sfortuna di incappare in un admin che esercita il proprio potere in modo arbitrario. Fine della lezione odierna, che conferma la mia convinzione in base alla quale anche la piu’ bella delle idee e il piu’ aperto dei progetti puo’ essere inquinato dalla stupidita’ umana.

Giu 14

Sostengo chiunque esprima liberamente il suo pensiero (anche se lo ritengo sbagliato o non coincide col mio) come garantisce l’articolo 21 della costituzione, e quindi, indipendentemente dalla maggiore o minore fondatezza delle critiche, ieri ero contrario all’espulsione di Grillo dalla Rai solo perche’ criticava Craxi che era di fatto il capo della Rai, oggi sono contrario all’espulsione dal Movimento Cinque Stelle di quelli che criticano Grillo, che e’ di fatto il capo del Movimento. Poi dopo aver affermato il diritto di critica ognuno decidera’ con la sua intelligenza se le critiche sono fondate o meno. Ma comunque se una critica e’ infondata non hai bisogno di reprimerla: si sciogliera’ come neve al sole, e se e’ fondata non puoi permetterti di ignorarla nemmeno derubricandola come violazione delle regole.

A chi dice che il problema delle tasse alte sono i soldi spesi male, rispondo che non si tratta solo di correttezza della spesa, ma anche di mettere un freno alle speculazioni, perche’ per rubare miliardi di euro legalmente basta una scoreggia di Moody’s che si sveglia decidendo di declassare l’Italia, la conseguente recita di Goldman Sachs che seguendo l’imbeccata vende un pochettino dei nostri titoli di stato per generare l’effetto panico, il conseguente crollo dei mercati innescato da questa operazione pilotata e la nostra decisione di aumentare l’interesse sui titoli di stato di un punto percentuale per rassicurare quei mercati che ci hanno puntato il coltello alla schiena, ovviamente dopo che Goldman Sachs si e’ ricomprata a prezzi stracciati dopo l’ondata di panico ben piu’ di quello che ha venduto a prezzi alti innescando l’ondata di panico. Queste manovre criminali (documentate con dovizia di particolari in film come Inside Job o Debtocracy) fanno piu’ danni di tutte le micro evasioni fiscali che non portano soldi all’estero, di tutte le ruberie della casta che poi comunque si riversano su ristoranti, albergatori e concessionari d’auto, di tutti gli sprechi della politica che comunque foraggiano un indotto di clientele italiane e non una banda di rapinatori stranieri come avviene per gli attacchi della finanza speculativa. Ma se tutto questo vi spaventa, continuiamo a baloccarci discutendo d’altro, mentre due terzi del Palazzo ci aumentano l’Iva e un altro terzo non e’ riuscito a fermarli.

L’Iva nata al 12% sta per aumentare di un punto percentuale arrivando al 22% anche per i nullatenenti. Le tasse di chi guadagna piu’ di un milione di euro all’anno non aumenteranno nemmeno di un punto percentuale, e Briatore avra’ la stessa aliquota di chi guadagna 75 mila euro/anno. Potete farvi tutte le pippe mentali di fantapolitica che volete, ma di fatto non c’e’ al momento alcun argine allo strapotere della finanza e del capitale sulle vite della povera gente. Ma in Italia chi guadagna dai 100mila/anno in giu’ e’ la stragrande maggioranza del paese, che stordita e disorganizzata non riesce a mettere le briglie a quei DIECI RICCHI che secondo i dati BANKITALIA mettono assieme da soli un guadagno pari ai TRE MILIONI DI PIU’ POVERI, e oltre ad aver goduto di una tassazione sullo scudo fiscale che insulta l’intelligenza degli onesti, adesso rideranno con redditi tassati nei paradisi fiscali mentre noi saremo spremuti di piu’ ad ogni acquisto. E di fronte a queste cose uno e’ tentato di abbandonare tutti i bei ragionamenti raffinati, per invocare il ritorno di una bella sinistra magari non tanto sofisticata, ma comunque barricadera e casinista al punto giusto, come quella che avevamo in Italia negli anni ‘70 al netto delle pistole.

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Giu 11

Tifoseria batte ragionamento 45 a 1

Tifoseria batte ragionamento 45 a 1

Il problema non e’ Beppe

Il problema non e’ Beppe

Per salvare la vera sinistra italiana, fate perdere la sinistra finta di Messina targata PD e invischiata fino al collo con la lobby del cemento, tanto da costringere RENATO ACCORINTI a candidarsi dopo aver urlato nel deserto della politica gli scempi del ponte. Smettetela col voto utile, col buon senso, con i tatticismi, ormai non c’e’ piu’ lo spauracchio di Berlusconi a costringervi nel voto per il PD, per una volta godetevi un voto di principio, un voto di coscienza, un voto libero senza tatticismi, per una volta toglietevi lo sfizio di una rivoluzione pacifica, di un ribaltamento delle poltrone e dei tavoli, di un potere che emerge dal basso senza essere cooptato dall’alto. Cari amici di Messina, avete davanti una occasione straordinaria e vi invidio per avere in mano la facolta’ di scrivere una pagina di storia. Accorinti lotta da sempre per difendere beni comuni come la terra, il mare, le riserve naturali che ospitano uccelli migratori, il patrimonio idrogeologico che sarebbe devastato dal megacantiere. E’ persona di cui ho la massima fiducia e stima, e di sicuro non fara’ piu’ danni di quelli di prima. Pensateci, e ricordatevi che nelle urne il PD non vi vede, la vostra coscienza si’.

Giu 07

A quelli che dicono “comunque c’e’ bisogno di uno che comanda” suggerisco di studiare in che modo sono stati leader Danilo Dolci, Mohandas Gandhi, Martin Luther King, Aldo Capitini, Nelson Mandela, Lorenzo Milani, Alexander Langer, per capire la differenza tra un leader e un capo. La diga sullo Iato e’ stata realizzata da un leader (Danilo Dolci) che anziche’ sentirsi portatore di verita’ ha saputo ascoltare la verita’ dei contadini analfabeti siciliani, fino al giorno in cui qualcuno di loro ha detto “ma per sottrarre il controllo dell’acqua alle mafie non potremmo costruire un enorme bacile che conservi la pioggia”? Dolci era architetto e sapeva che quel “bacile” si chiamava “diga”, ma era anche un sostenitore del metodo maieutico, ovvero la costruzione del mondo nuovo attraverso la parola, e quindi sapeva che per agire tutti insieme senza lasciare nessuno indietro la parola doveva essere liberata e il confronto praticato perfino dagli analfabeti, perche’ o ci si salva tutti assieme o si ritorna nella violenza dell’autoritarismo, dove qualcuno decide per tutti.

Giu 06

Adesso che c’e’ “uno dei nostri” in Rai, che si fa?

Adesso che un rappresentante dei cittadini (e non di un partito) e’ stato eletto alla presidenza della commissione di vigilanza Rai, mi aspetto che si inizino a puntare i piedi per dare spazi nella Televisione Pubblica anche ai cittadini che finora non sono stati rappresentati a dovere, come anarchici, nonviolenti, GLBT, disabili, immigrati, poveri, analfabeti, anziani, boy scout, antagonisti, carcerati, vegani, notav, noponte, buddisti, musulmani, valdesi, antispecisti e antimlitaristi. Se poi c’e’ solo da ritagliare una fetta della torta televisiva in piu’ per un nuovo soggetto parlamentare, chiedo scusa per aver tirato in ballo a sproposito tutta questa gente, tolgo il disturbo e vado a ripassare il manuale Cencelli.

Giu 03

Ai miei amici che odiano i giornalisti

Ai miei amici che si lamentano dei giornalisti vorrei spiegare che: 1) il giornalismo e’ un mestiere che si usa per confezionare prodotti editoriali piu’ o meno raffinati. 2) I prodotti editoriali stanno sul mercato 3) Sul mercato vige la legge della domanda e dell’offerta 4) Non e’ colpa dei giornalisti se la domanda piu’ forte “tra i buoni” e’ quella di chi vuole sapere cosa accadeva nel letto di Berlusconi, mentre la “gente che ragiona” si perde nell’idolatria di Internet valutando il contenitore anziche’ i contenuti, smette di comprare libri, quotidiani e riviste perche’ tanto “fanno tutti schifo”, pensa che per fare buon giornalismo non ci siano dei costi, e snobba qualunque iniziativa editoriale nata “dal basso” per praticare il piu’ becero vippismo, mettendosi in fila per dare un milione di euro al Talk Show dei Vip che fanno parlare solo Vip. Tutto cio’ premesso, caro amico che hai trasformato il giornalismo in uno dei mali del paese e chi lo pratica nel bersaglio del tuo odio, la prossima volta che sentirai montare dentro di te la rabbia davanti al cattivo giornalismo che uccide la verita’, sappi che oltre a prendertela con l’esecutore materiale del delitto, dovresti anche cercare i mandanti tra l’ignoranza, il disimpegno e il qualunquismo di chi ti sta accanto e di chi ti osserva al mattino nello specchio. Ogni societa’ ha il giornalismo che si merita, e per convincerti che il nostro popolo e’ talmente ignorante da meritarsi esattamente questo giornalismo di pataccari e santoni ti basta sfogliare “El Pais”, o qualsiasi altro quotidiano estero.

Giu 02

Natalino Balasso

Natalino Balasso

Giu 01

A Palermo il 9 giugno

Ci vediamo a Palermo il 9 giugno per #Unamarinadilibri, dove parlero’ di Mamma! e del fumetto come strumento di impegno civile nel Festival dell’editoria indipendente a Palermo. Alle ore 21 in Piazza San Domenico, nel complesso dei domenicani, gli organizzatori mi hanno messo nella sagrestia assieme ad altri chierichetti birbanti come Giuseppe Lo Bocchiaro, Gianpiero Caldarella e Mario Natangelo. Titolo del dibattito: “Nuvole d’inchiostro, piove, governo magro! Il disegno della satira e dell’impegno civile”.

http://unamarinadilibri.altervista.org/blog/