Anche se sei onesto e hai buone intenzioni, la trasmissione unidirezionale di massa spinta al di la’ di una certa soglia crea inevitabilmente una polarizzazione tra folle di fedeli acritici e masse si avvelenati contestatori.
La comunicazione reciproca nonviolenta, invece, quella che sa anche ascoltare le voci piu’ deboli incontrando le persone dal vivo e guardandole negli occhi e’ quello che ha permesso a gente come Martin Luther King e Gandhi di non cadere nella trappola dei media. Restando sempre persone senza mai diventare personaggi, e creando una rete di amicizia e solidarieta’ attorno alle loro battaglie.
E da qui la mia convinzione: il fine non giustifica i mezzi, la massificazione televisiva dei cittadini trasformati in audience, la cultura consumista del libro-icona e la trasmissione senza comunicazione sono semi di erba cattiva, che non possono portare frutti buoni indipendentemente dalle intenzioni dei giardinieri che li usano.
E quando pianti questi semi nel tuo giardino, ha gioco facile chi vuole seminarci anche un po’ di zizzania, come fa Giuliano Ferrara, per far dimenticare il suo passato intriso di violenza fisica e verbale, corruzione con mazzette prese dalla Cia, viscido asservimento al padrone di turno.
Maggio 14
Fassino e i suoi simili su Twitter
Maggio 13
A Bologna c’e’ il testamento biologico
Ogni giorno scopro un buon motivo per essere contento di aver abbandonato Taranto. Quello di oggi e’ che ho appena scoperto che il COMUNE DI BOLOGNA permette ai suoi residenti il TESTAMENTO BIOLOGICO. In questo modo potrete mettere nero su bianco che se starete male e non potrete prendere decisioni, l’unico autorizzato a prenderle sara’ il vostro coniuge o altra persona di vostra fiducia che vi conosce e ha seguito la vostra malattia, e non il governo, il vaticano o altri soggetti. L’unico inconveniente e’ che per indicare chi ci dovra’ accudire ci vogliono ancora 100 euri di notaio, mentre per indicare chi avra’ i nostri beni basta anche un testamento olografo scritto sulle tovagliette della pizzeria, purche’ sia datato, firmato e scritto dalla persona interessata.
A Taranto invece inserire un testamento biologico in un registro comunale non e’ possibile, arrangiatevi, magari voi cretini ingnoranti che avete votato il figlio del pregiudicato chiedete a lui o al sindaco Ezio Stefàno se vi fanno la cortesia di introdurre il registro dei testamenti biologici, ma temo che abbiano di meglio da fare. E quindi se state male saranno affaracci vostri, lo stato e la chiesa cercheranno di disporre del vostro corpo come hanno gia’ fatto con quelli di Welby e della Englaro, per i quali fortunatamente alla fine hanno deciso i familiari, aggiungendo allo stress della malattia quello della lotta contro l’ignoranza.
Questa e’ la pagina del comune di Bologna che descrive questo servizio:
“Io sono convinto che sia giusto dare la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri. L’ho già detto in un mio intervento in commissione e lo ribadirò con il voto in consiglio comunale”.
Firmato: un candidato sindaco che nella sua citta’ ha preso 19.969 voti, pari al 9.50% dei voti validi nel suo comune.
“Se si vuole arrivare ad applicare una parvenza di legalità,bisogna insistere:lo sgombero ad oltranza, [dei campi rom] con la riqualificazione a parco recintato è la nostra proposta, scomoda,dolorosa,disumana,tutte le critiche ci stanno,ma ci stanno anche gli anni di esasperazione di cittadini che non ne possono più”
Firmato: un candidato sindaco che nella sua citta’ ha preso 3.376 voti, pari al 13,17 per cento dei voti validi nel suo comune.
INDOVINELLO: I DUE SONO DELLO STESSO PARTITO?
Prima di celebrare la fine del “Manifesto”, pensateci un attimo su…
Iniziano in puro stile Tafazzi i festeggiamenti per la chiusura del Manifesto, basati su calcoli monetari e risparmi di denaro pubblico per i quali non possiamo misurare il corrispondente impoverimento culturale. Ma il principio di difesa della biodiversita’ vale solo per la lotta agli OGM o vale anche per la biodiversita’ culturale? Il principio della difesa delle culture minoritarie vale solo per le popolazioni indigene dell’america latina o anche per le minoranze culturali e politiche italiane? Davvero ci sta bene il “giornale unico della verita’” mentre tutto attorno il mondo editoriale si desertifica? E quanto del tempo passato ad applaudire per la chiusura dei piccoli giornali di sinistra avrebbe potuto essere impiegeto piu’ utilmente per combattere le donazioni a fondo perduto fatte al grande quotidiano neoliberista di Confindustria? Davvero crediamo che una cultura totalmente abbandonata al mercato sia una cultura migliore? Se volete rifletterci un attimo vi passo questo link cosi’ prima di ballare sulla tomba di un quotidiano potete documentarvi un pochino meglio…
SOLO IN ITALIA: Un film anticamorra fatto pagando il pizzo alla camorra e usando come attori dei camorristi (quattro attori arrestati in tre anni).
A pensarci bene e’ l’uovo di colombo: per sconfiggere la criminalita’ organizzata li arruoliamo tutti a cinecitta’ con stipendio garantito dal ministero dei beni e delle attivita’ culturali.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/garrone-pagato-boss-gomorra/226722/
I fondi europei e l’economia miope della nuova costituzione italiana
Oggi c’e’ chi titola “speso solo il 9% dei finanziamenti UE”, e penso che l’economia ha i suoi lati paradossali… gli stessi che applaudono al vincolo di pareggio del bilancio nella costituzione, ora urlano scandalizzati perche’ non si spendono i fondi europei. Ma oltre all’inefficienza della macchina burocratica il problema e’ che l’austerity per inseguire il pareggio di bilancio porta al patto di stabilita’, il patto di stabilita’ chiude il cordoni della borsa agli ent ilocali, e gli enti locali non hanno piu’ soldi per CO-FINANZIARE i progetti europei, che non sono MAI coperti totalmente dall’UE ma richiedono una partecipazione alle spese che va dal 20% in su.
E allora chi appalude ai vincoli costituzionali sulla spesa pubblica, non puo’ lamentatersi se poi non ci sono soldi da spendere a deficit per partecipare almeno al 20% al finanziamento di progetti europei.
Se fosse consentita la spesa a deficit come avveniva prima della modifica costituzionale, si potrebbe investire oggi sull’efficienza burocratica degli enti locali e sul finanziamento di progetti europei per trasformare questi soldi perduti in un moltiplicatore keynesiano, che pero’ farebbe sentire i suoi effetti benefici solo dopo vari anni , tornando indietro come gettito fiscale dopo che questi progetti hanno generato ricchezza, benessere, occupazione e fiducia.
Perfino un ignorante di economia come me ha capito che la nuova costituzione ha bandito le politiche keynesiane dall’Italia, e ci obbliga a politiche economiche piu’ miopi, focalizzate sul “battere cassa” e senza la possibilita’ di pianificazione economica per uno sviluppo sereno e duraturo, ben diverso dal far quadrare i conticini del bilancio anno dopo anno, magari mettendo le mani in tasca a pensionati e categorie deboli.
Ho seguito la polemica che ha coinvolto il consigliere regionale Giovanni Favia del M5*, sorpreso a riprendere la tragica fine di Maurizio Cevenini, e mi sono chiesto come mi sarei comportato io in quella situazione con una telecamera in mano.
Faccio spesso foto in giro alle manifestazioni per catturare dei frammenti di storia, foto che molte volte non pubblico e non riguardo neppure. In Val di Susa ho fotografato delle chiazze di sangue lasciate per terra da un ragazzo ferito alla testa da un lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo, non ho mai cancellato quelle foto, ne’ le ho mai riguardate, sul momento ho scattato d’istinto, senza sapere bene perche’. Era sciacallaggio? Non saprei, di certo non nelle mie intenzioni.
In momenti molto intensi non si sa mai quel che si puo’ fare con una telecamera o una macchina fotografica in mano, credo che il giudizio morale vada dato sull’uso che viene fatto a freddo delle riprese e non sulle azioni fatte a caldo.
Ad esempio io le riprese che hanno immortalato Favia con la telecamera in mano magari le avrei fatte a caldo ma non avrei pubblicato a freddo quella immagine, perche’ la notizia di un presunto “sciacallaggio video” non vale l’amarezza che puo’ aver provocato quella foto nella famiglia del defunto.
Ma non mi permetto di esprimere una sanzione morale su chi ha diffuso quella immagine, perche’ come dicono i manuali di giornalismo, ognuno ha la sua etica e la sua coscienza, anche se tutti dobbiamo rispettare la stessa deontologia.
Quel che e’ certo e’ che su quell’asfalto si e’ scritto un pezzo della storia di Bologna. E’ un pezzo tragico, amaro e per certi versi incomprensibile, ma comunque si tratta di un pezzo di storia. E se di fronte alla cronaca le reazioni di chi ha in mano un obiettivo sono imprevedibili, figuriamoci davanti alla storia.
Maggio 10
01/04/2012
05/05/2012
Maggio 09
Per difendere Vittorio Arrigoni mi sbattono fuori da Facebook
Ciberspazio, 9 maggio. Nell’infinita chiacchierata di Facebook vengo “taggato” su un manifesto satirico che prende di mira Roberto Saviano. Uno sberleffo che puo’ piacere o meno, ma che comunque a mio giudizio rientra nel legittimo diritto di critica che si puo’ applicare a qualunque personaggio pubblico:
L’infame fighetto scopiazzatore che sul boss Bassolino tiene sempre la bocca rigorosamente cucita…
Ha ritrattato persino sul sostegno ad Israele? Da vomitargli in faccia!
Peggio di quel bastardo di Arrigoni… almeno quello è stato fatto secco dai suoi stessi amichetti terroristi palestinesi e ce lo s8amo finalmente tolti dalle palle…
A me le vigliaccate non piacciono, soprattutto se avvengono a danno di persone morte che non possono difendersi, e quindi rispondo a questo tizio per le rime come segue:
Satyaprakash o come cazzo ti chiami, nascondersi dietro uno pseudonimo per aggredire verbalmente e da anonimi un morto che non puo’ difendersi mi sembra una palese manifestazione di vigliaccheria, se avevi il coraggio delle tue idee, quello che hai scritto dovevi andare a dirlo in faccia a Vittorio Arrigoni, magari andandolo a trovare direttamente a Gaza… cosi’ e’ troppo facile sparare sentenze. Ma basta quel “come cazzo ti chiami” per farmi sbattere fuori da Facebook con una sospensione di 24 ore senza diritto di replica, immagino su segnalazione dello stesso coraggiosissimo Scatafascio o come cavolo si chiama, che conferma in questo modo la tolleranza, la buona educazione e il rispetto del prossimo gia’ ampiamente dimostrati con i suoi scritti…
Ma io come ca… ehm, come cavolo facevo a sapere che quello si chiamava davvero “Satyaprakash”? Sembrava uno pseudonimo !!! Vabbe’, mi e’ scappata la parolaccia, ammetto la mia grave colpa, e Babbo Facebook mi punisce tirandomi le orecchie grazie alla “soffiata” del gentile Spaccacasse,
o come cavolo si chiama. Ecco qui cosa mi aspetta quando cerco di entrare:
Scopro anche che Babbo Facebook tiene conto delle parolacce che dico e ricorda benissimo quella volta che avevo polemizzato con un cretino leghista usando l’espressione “negri” per descrivere il modo in cui le camicie verdi trattano e considerano gli immigrati… anche li’ e’ bastato questo semplice appiglio verbale per dare sfogo alla vigliaccheria di chi e’ a corto di argomenti per discutere.
Babbo Facebook, che ha una memoria da elefante, mi avvisa che questa e’ gia’ la seconda marachella che faccio e che “se continui ad abusare delle funzioni di Facebook, il tuo account potrebbe essere disabilitato permanentemente”. Che paura! Meno male che ogni tanto faccio un backup globale della mia vita digitale su Facebook…
Quel minaccioso “Il tuo account potrebbe essere disabilitato“ mi da’ la CERTEZZA che prima o poi mi chiuderanno il profilo Facebook, perche’ in giro per la rete ci sono un sacco di cretini, razzisti, fondamentalisti e vigliacchi, ed e’ certo che prima o poi mi imbattero’ di nuovo in qualcuno di loro.
E per come sono fatto io, e’ altrettanto sicuro che non resistero’ alla tentazione di rispondere per le rime a questa gente se la incontrero’, consapevole di scatenare le ritorsioni e i tecnobavagli che chiunque puo’ mettere sulla mia bocca grazie alla compiacenza di una delle aziende piu’ ricche del mondo, che se ne fotte del primo emendamento della costituzione statunitense e dell’articolo 21 della costituzione italiana. (Oddio, “fotte” sara’ una parolaccia? Mi bandiranno anche da Storify?)
Nel frattempo accedo a Facebook con un altro account, e a confermo l’idea che mi sono fatto di Sfiancamazze (o come cavolo si chiama) scoprendo che dopo avermi fatto chiudere in faccia le porte di Facebook, continua a rispondermi parlando al vento, e insultando ancora piu’ pesantemente la memoria di Vittorio Arrigoni:
A questo punto sono davvero curioso di sapere chi e’ sto tizio, e andando sul suo profilo mi viene incontro la faccia di un Sai Baba pacioccone e serafico, dall’aspetto mistico e orientale, al quale non avrei mai attribuito una tale carica di violenza verbale.
E per un attimo, nel corto circuito tra il sorriso sereno e le parole avvelenate di Spiantacardi (o come cavolo si chiama), intuisco di sfuggita quale possa essere il mix devastante di convinzioni incrollabili ed aggressivita’ repressa che anima le guerre di religione, anche quelle che si combattono su Facebook.
Ma la compassione che nasce in me, guardando in faccia il soggetto in questione, non riesce a soddisfare pienamente la mia sete di giustizia. E allora se io devo accettare le regole del gioco pagando con una giornata di oblio digitale il mio turpiloquio, allora anche Spalmacani, o come cavolo si chiama, rispondera’ davanti all’ottuso, bigotto e repressivo Babbo Facebook del suo “bastardo, lurido antisemita neonazi e fiancheggiatore dei terroristi”.
E cosi’ premo senza esitazione il pulsante “REPORT/BLOCK” accanto al bel faccione del mio interlocutore, inviando a babbo Facebook una dettagliata segnalazione di questo episodio di ”hate speech“ che ha gettato un fango evitabile sulla memoria del compianto Vittorio Arrigoni, il cui invito a “restare umani” purtroppo e’ stato disatteso da molte, troppe persone. A cominciare da Satyaprakash. O come cazzo si chiama.
PS Consiglio non richiesto: se ci tenete a quello che avete scritto su Facebook, fate dei backup regolari dei vostri dati con l’apposita funzione presente sul vostro account. Io lo faccio abitualmente gia’ da tempo, perche’ l’esempio di oggi mi conferma che con questa gente in giro la durata della mia “vita digitale” non e’ piu’ garantita di quella naturale.
E inizio a chiedermi se non sia il caso di lasciare la dimensione terrena di Facebook per reincarnare il mio spirito altrove, magari in un posto dove il tuo account non puo’ essere bloccato dal primo idiota di passaggio.
AGGIORNAMENTI:
Grazie ai miei contatti Facebook scopro alcuni retroscena di questo personaggio, sembra che sia una vecchia conoscenza che dava il tormento agli attivisti di Indymedia, e la cosa piu’ bella e’ che non si chiama Skiattapanza, Satyaprakash o come cavolo si fa chiamare su Facebook.
Adesso capisco la sua reazione stizzita quando ho dato per scontato che usasse uno pseudonimo…
Che aggiunge su Facebook altri dettagli sulla profilazione del soggetto:
Non è un pacioccone sai baba, ma un (ex?) sedicente musulmano che in compagnia di Allam e e Forza nuovaandava in giro adare dei pedofili drogati ai musulmani, aka “il terrore dei supplì” http://emiliaromagna.indymedia.org/node/154Ex fascista, ex mormone, ex arancione, un tempo campava facendo il musulmano buono ai raduni d’israeliani, buono nel senso che sembrava un estremista razzista quando parlava di musulmani con la bava alla bocca. Altri dettagli li trovi anche qui http://www.kelebekler.com/occ/eno.htm o cercando con maulana palazzi o “terrore dei supplì” :D
I materiali su questo personaggio sono davvero copiosi, mi limito a citare questo video in cui questo grande esponente della commedia dell’arte, prima della sua attuale fase indu’/sionista, faceva il musulmano/sionista. (Evidentemente i posti di sionisti/sionisti in Italia erano gia’ tutti occupati).
Arabs for Israel - Muslims for Israel - Sheikh Abdul Hadi
Facendo qualche ricerca, si scopre che la carne e’ debole, e tra una meditazione filosofica e l’altra il nostro santone si concede un po’ di svago su siti di incontri online come Badoo…
Che vuoi farci Spalmacalze, o come cavolo ti chiami… la vita e’ cosi’… tu mi metti un bavaglio alla mattina, e io al pomeriggio mi prendo il gusto di raccontare al mondo qual’e’ lo spessore umano, linguistico e spirituale da chi si permette di insultare vigliaccamente il grande cuore di un testimone della nonviolenza.
E ringrazia che non ho soldi da buttare via con gli avvocati, senno’ avrei pubblicato anche il tuo vero nome e cognome, e avrei esercitato solo il mio diritto di cronaca senza alcuna diffamazione. Capito caro M.P.? (O come cavolo ti fai chiamare).
E per il futuro segui il consiglio di Vittorio e cerca di restare umano, perche’ le bestialita’ alla fine si ritorcono contro chi le compie.
[video]
Annunziato’ Annunziato’
Lucia Annunziata direttore dell’HuffPost italia. Niente male per una che ha non ha un profilo Facebook, ha una manciata sparuta di “likes” su un profilo pubblico che magari non ha nemmeno creato lei, non ha nemmeno un account Twitter e oltre a non capirci di tecnologie non ha mai capito molto nemmeno di giornalismo. In ogni caso le va riconosciuto le “physique du rôle”: come la fondatrice Arianna Huffington anche l’Annunziata e’ femmina, ha il mascellone squadrato e abbastanza pelo sullo stomaco per camminare sulla schiena di gente che lavora gratis. Tutto quello che serve al giorno d’oggi per dirigere un megaportale di grido.